Cremazione, quali le differenze tra quella per uomini e per animali

Ott 23, 2017 by

Cremazione, quali le differenze tra quella per uomini e per animali

La cremazione è una pratica diffusissima al giorno d’oggi nel continente asiatico e che in Europa, dopo secoli di oblio, ha ricominciato a svolgersi, sia pur in misura variabile da Paese a Paese. Essa in effetti consiste nel bruciare il corpo di un defunto e nel raccoglierne in seguito le ceneri in un’urna, da donare ai parenti. Questi poi possono scegliere di conservarle oppure di disperderle in luoghi particolari, cari alla persona scomparsa.

 

Il rito della cremazione era già noto in Europa Occidentale e si svolgeva sin dall’antichità, basti pensare infatti alla Grecia del poeta Omero. Tuttavia, dopo l’avvento del Cristianesimo e la sua ampia diffusione, questa pratica entrò in un lunghissimo periodo di oblio, in quanto in contrasto con i dettami della nuova religione e perché considerata pagana. Oggi, dopo diversi secoli, si può decidere sia di essere cremati che, addirittura, di far cremare gli animali più cari, come cani o gatti.

 

Non esistono grandi e sostanziali differenze tra le due tipologie di cremazione, tranne naturalmente nella scelta della dimora finale per le ceneri. Andiamo comunque a conoscere, in questo caso, quali siano le procedure adottate per gli essere umani e per gli animali, per scoprirne appunto le differenze.

Cremazione per gli uomini

 

Una volta scelto questo rito, la salma del defunto viene bruciata e le ceneri rese ai suoi parenti. Queste, una volta raccolte all’interno di un’urna, potranno essere poi conservate in un’area apposita in un cimitero (eventualmente anche una cappella di famiglia) oppure in un’abitazione o, ancora, disperse in ambienti naturali (quali ad esempio laghi, fiumi o mari) o terreni privati, sia pur con determinate limitazioni e lontani dai centri abitati.

Cremazione per gli animali

 

Tale pratica, per gli amici a quattro zampe, comporta invece una scelta particolare: far effettuare una cremazione collettiva oppure singola. Se la prima consiste nel far cremare il proprio animale assieme ad altri e senza poterne avere indietro le ceneri, la seconda, naturalmente più costosa, invece permette di avere la restituzione di queste, sempre all’interno di un’urna apposita. Questo tipo di rito richiede comunque l’intervento sia di agenzie specializzate che del veterinario.

 

Nella cremazione collettiva, le ditte apposite possono prelevare la salma dell’animale direttamente al domicilio del proprietario oppure allo studio del veterinario di zona, il quale dovrà produrre anche un certificato di decesso. In quella singola si segue lo stesso iter, tuttavia si possono avere indietro le ceneri dell’animale in un’urna da conservare all’interno dell’abitazione o fuori da questa, magari in un giardino.

 

Per quanto riguarda i costi, la pratica per gli animali è evidentemente meno onerosa rispetto a quella adottata per le persone. Se per i primi le tariffe variano in base alla tipologia di cremazione prescelta e al servizio fornito dal veterinario e quindi aggirarsi intorno ad alcune centinaia di Euro, per i secondi sono alcune migliaia gli Euro spesi per l’intera procedura. Tali costi, naturalmente, possono subire variazioni anche a seconda della regione o località di residenza.

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