Appalti, un settore strategico: ma come si partecipa a una gara?

Giu 17, 2016 by

Appalti, un settore strategico: ma come si partecipa a una gara?

Negli ultimi tempi, la parola “appalto” richiama alla memoria soprattutto storie negative, legate a illeciti e ad inchieste. In realtà, quello dei bandi e delle gare gestite dalla Pubblica Amministrazione è uno degli ambiti più importanti per la nostra economia, che è bene conoscere e avvicinare.

Una quota pari almeno al 15 per cento del Pil dell’Italia: è questa la fetta, importantissima, rappresentata dal settore degli appalti nel nostro Paese, che può essere senza dubbio considerato uno dei veri motori della nostra economia. Purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, nell’immaginario collettivo le gare e i bandi promossi dalla Pubblica Amministrazione hanno avuto un’eco per lo più negativa, a causa delle notizie di cronaca relative a indagini, scandali e illeciti che hanno interessato praticamente tutta la nazione, senza troppe distinzioni territoriali.

Non è un caso, allora, che uno degli obiettivi dichiarati del nuovo Codice degli Appalti, entrato ufficialmente in vigore nel mese di aprile, sia proprio quello di aumentare la trasparenza e porre un freno alla corruzione, che costa qualcosa come 10 miliardi di euro l’anno di prodotto interno lordo al sistema Italia, e che provoca un aumento dei costi complessivi degli appalti pari al 20 per cento, con dilatazione dei tempi di realizzazione e consegna delle opere. Il tutto a scapito delle imprese che operano in un’area di legalità, che subiscono una concorrenza a dir poco sleale.

Il lavoro politico darà i propri frutti, grazie anche alla piena operatività del Codice, ma nel frattempo le imprese che sono alla ricerca di occasioni di investimento hanno a disposizione alcuni strumenti per poter fare il loro ingresso nel mondo degli appalti pubblici, come ad esempio il portale specializzato www.appaltitalia.it, che offre consulenza, informazioni e un ricco database con gli ultimi bandi promossi dalle amministrazioni ed enti locali da Nord a Sud del Paese.

E proprio ai redattori di Appaltitalia abbiamo chiesto un supporto per avvicinarsi al primo, grande ostacolo che possono incontrare le imprese, ovvero, come si partecipa a un appalto pubblico, quali sono i documenti da presentare e le informazioni indispensabili da sapere. Da qui nasce questa semplice e sintetica guida, che può fornire una bussola a chi è nuovo nel settore.

Innanzitutto, la definizione: appalto pubblico è un contratto, regolato da specifiche procedure, con il quale un’amministrazione o un ente locale affida a una impresa la realizzazione di un’opera, l’acquisizione di un servizio o la fornitura di beni specifici, ed è più precisamente lo strumento principale a disposizione delle amministrazioni pubbliche per rispondere alle proprie necessità e raggiungere i propri fini istituzionali. In genere, il bando specifica quale tipo di procedura si intende seguire: la principale e più comune è quella aperta, nella quale ogni operatore economico interessato può presentare offerte, rispondendo ovviamente ai requisiti imposti dalla Stazione Appaltante.

Più importante, anche ai fini della gestione delle propria offerta, è conoscere le modalità di aggiudicazione di un appalto pubblico, che sono essenzialmente due: criterio del massimo ribasso, che valuta meramente il prezzo più basso rispetto a quello posto a base di gara; criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che invece valuta anche aspetti qualitativi e tecnici, indicati sempre nel bando. Nel nuovo Codice, quest’ultima procedura è quella definita obbligatoria per tutti gli appalti di importo superiore al milione di euro, mentre è soltanto “consigliata” per gli altri contratti.

Le altre informazioni – e documentazioni da presentare sono quelle che interessano il profilo dell’azienda: come i requisiti di ordine generale, che riguardano l’affidabilità della persona dell’appaltatore, e le certificazioni specifiche quella antimafia o di regolarità nell’assunzione disabili; non mancano poi i requisiti di ordine speciale, verificati da apposite società di attestazione, denominate S.O.A. (Società Organismi di Attestazione), che invece riguardano la potenzialità dell’impresa ad eseguire lavori pubblici e comprendono, tra l’altro, l’adeguata capacità economica e finanziaria, la dotazione di attrezzature tecniche e organico medio annuo necessario a soddisfare le richieste dell’appalto.

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