Violenza domestica, i dati shock

Ago 7, 2017 by

Violenza domestica, i dati shock

Che sia perpetrata dal marito o dalla moglie non ha importanza: la violenza nei confronti del proprio partner è un atto terribile e da condannare, senza eccezioni o scuse. In Italia i dati sono incredibilmente preoccupanti e, di anno in anno, vanno sempre più a peggiorare.

Che cos’è la violenza domestica

Si intende per violenza domestica qualsiasi atto di violenza, appunto, che uno dei due coniugi o dei due conviventi perpetra nei confronti dell’altro. Se, ad esempio, un marito violento picchia la moglie, ci troviamo davanti ad un caso di violenza domestica. Stessa cosa vale, in ogni caso, se è il marito a subirla. I dati, come abbiamo detto in precedenza, parlano chiaro e non sono per nulla rassicuranti.

I dati sulla violenza subita dalle donne

Secondo i dati raccolti nell’ultimo anno, nel nostro paese, ogni giorno sono almeno due le donne che vengono uccise o che subiscono violenza dal proprio compagno. Se prendiamo in esame soltanto i dati dell’anno appena passato, un dato risulterà interessante: sono circa 120 le donne che sono state uccise dal proprio marito, fidanzato o convivente per motivi legati alla loro relazione. A “peggiorare” questo quadro già macabro e orribile ci ha pensato l’Istat che, in collaborazione con il Ministero della Giustizia, ha condotto un’indagine per scoprire quante donne hanno subito violenza dal proprio partner. I risultati sono sconcertanti e raccapriccianti: dopo la raccolta finale dei dati è emerso che quasi sette milioni di donne ha subìto qualche forma di abuso nel corso della propria vita, che variano da “leggere” come insulti verbali fino ad arrivare allo stupro, lo stalking o la violenza fisica.

I dati sulla violenza subita dagli uomini

Se ne parla molto meno, ma anche gli uomini subiscono violenze dalle proprie partner e, a causa della poca importanza mediatica data ai loro casi, molte volte anche denunciare tali violenze risulta inutile, poiché quasi non esistono tutele per gli uomini. In aiuto e supporto di questa realtà c’è un importante studio condotto nel 2012 da una equipe dell’Università di Siena su un campione di uomini tra i 18 e i 70 anni. Il metodo di studio è stato lo stesso dello studio Istat di cui abbiamo parlato prima. Secondo questo studio, sono stati circa 5 milioni di uomini a subire violenza, di vario tipo, nel corso dell’anno, divise in: minaccia di esercitare violenza (63,1%); graffi, morsi, capelli strappati (60,05); lancio di oggetti (51,02); percosse con calci e pugni (58,1%). Sono di meno, rispetto alle donne, i casi in cui le partner arrivino ad uccidere il compagno. Molti di questi, solitamente, sono guidati da motivi economici, come l’appropriarsi di una grossa somma di denaro appartenente al partner o che si erediterebbe. Questi dati non vanno ignorati, né tantomeno sminuiti: la violenza sugli uomini è tanto sviluppata e diffusa quanto quella sulle donne e meriterebbe più attenzione, soprattutto dai media.

L’ultimo caso di cronaca nostrana

È di poche settimane fa la notizia riportata da Ragusa News secondo cui una donna, dopo essere stata aggredita e malmenata dal marito, sia riuscita a chiudersi in bagno per poi chiamare la polizia in suo soccorso. Gli agenti sono stati costretti ad arrestare l’uomo dopo che questi, nonostante la presenza del corpo di Polizia, continuasse a minacciare la moglie di farle del male. Questa è sicuramente una voce fuori dal coro rispetto alle altre notizie di Ragusa, dove atti del genere non sono assolutamente comuni e frequenti.

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